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sabato 31 luglio 2010

Lotta alla prostituzione, Governo chiude il Numero Verde Antitratta

Non si placa la polemica a Roma e in Parlamento scaturita dalle recenti ordinanze antiprostituzione messe in atto dal Ministero per le Pari Opportunità, in particolare per la decisione di sopprimere le 14 postazioni locali del Numero Verde Nazionale Antitratta con un’unica postazione centrale.



Il servizio telefonico gratuito - attivo 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale dal gennaio 2007 - si proponeva quale efficace strumento informativo in grado di prestare tutela e assistenza alle vittime del racket e combattere il fenomeno criminale. La denuncia riguarda la considerazione che nel bilancio di previsione relativo al biennio 2010/2011 sarebbero scomparsi 2,5 milioni di euro precedentemente stanziati, per cui verrebbe azzerato il fondo destinato al finanziamento dei progetti contro la tratta e il grave sfruttamento previsti dall’art. 13 della legge 228/2003 (“Misure contro la tratta di persone”).

Lapidario il commento di Lucio Babolin, presidente del Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), che chiedendo al Governo di restituire prontamente il fondo sottolinea che le difficoltà di bilancio non possono giustificare il taglio dei fondi: “2,5 milioni di euro sono niente per le finanze dello Stato e tantissimo per chi si batte contro racket e sfruttatori, gli unici che brinderebbero a una tale decisione.” Sui recenti tagli interviene anche la vicepresidente della Provincia di Genova, Marina Dondero, che così commenta la decisione: “Non si risponde alla crisi economica tagliando le risorse sociali a progetti che da anni ottengono ottimi risultati nell’emersione delle vittime di tratta e nella lotta ai racket”.

Passando alla delicata questione che investe la Capitale, si erano già espressi nei giorni scorsi i consiglieri dell’Udc del VII e X Municipio, Patrizio Platania e Fabrizio Matturro, evidenziando come “nelle periferie il problema prostituzione non sembra affatto risolto, infatti se si percorre tutta la Via Palmiro Togliatti si possono contare ogni sera più di 100 prostitute e altrettanti clienti”. Sulla stessa linea, arrivano le dichiarazioni di Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio e Salvatore Marra, responsabile Ufficio Nuovi diritti della Cgil di Roma e del Lazio, che in una nota congiunta evidenziano: “Dopo le ordinanze del Sindaco Alemanno contro la prostituzione, il cui risultato è stato solo spostare il fenomeno verso le fasce esterne della provincia di Roma limitrofe al Comune e sempre più al chiuso, giunge dal Ministero per le Pari Opportunità un ulteriore stimolo alla prostituzione coatta e ai meccanismi malavitosi che la contraddistinguono”.

Sempre in materia di lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione, lo stesso Di Berardino qualche giorno addietro faceva riferimento anche alla presunta chiusura del Progetto Roxanne (attività di prevenzione, aiuto e invio ai servizi di persone vittime della tratta sessuale). Secca la smentita di Giordano Tredicine (Pdl), presidente Commissione Politiche Sociali del Comune di Roma, che rassicura: “Il servizio, lo ribadiamo per l'ennesima volta, non è affatto chiuso né qualcuno ha mai ipotizzato la sua sospensione. Invitiamo, dunque, a non rilasciare dichiarazioni fuorvianti e destituite di qualsiasi fondamento in merito e che rischiano di generare solamente inutili allarmismi”. È evidente come la polemica non sembra ancora rientrare e il fenomeno della tratta sia tutt’altro che debellato.

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